17 aprile 2016

"Amore illegale" di Emma Chase


Questo libro aveva come minimo 3 problemi evidenti dalla copertina che avrebbero potuto trattenermi dal comprarlo:

  1. il titolo terrificante che lo fa sembrare una di quelle telenovelas che guardava mia nonna negli anni '80
  2. quel fiocco che ancora non ho capito cosa mi stia a significare
  3. ultimo ma non ultimo, il bollino "Sexy lawyers series" per la serie che o-mio-dio alla cassa mi prendono per una che legge roba porno
Il punto è che Emma Chase, ormai è chiaro, si è infilata nel genere della letteratura erotica. Questo vuol dire che, anche se le scene di sesso descritte nel libro saranno massimo 5 o 6, la strada è segnata.
Ciò non toglie che il libro sia gradevolissimo, alla faccia dei 3 problemi di cui sopra!!!

La trama ha del folle: nonostante lui sia chiaramente innamorato di una collega (con cui ha un'ottima intesa a letto, by the way), si incaponisce nel tentativo di riconquistare l'ex fidanzata presunto "amore della sua vita". Sostanzialmente si convince che quello che ha con la (ex)fidanzata "regolare" sia meglio di quello che potrebbe avere con l'altra, con cui c'è un feeling pazzesco sia di testa che di fisico (!)

Passiamo ad alto, ovvero al fatto che nonostante il libro oscilli tra il folle e lo scontato, i personaggi sono davvero interessanti. E sapete perché? Perché lui, Stanton, il protagonista, è della "scuola di Drew Evans"!!! E non voglio dire solo che erano compagni di scuola, come effettivamente si scopre, ma soprattutto che il fantastico Drew ha plasmato la psicologia di questo ragazzo di campagna facendogli fare esperienze al limite, scelte ardite, e facendogli adottare comportamenti da vero cattivo ragazzo.
Ne è saltata fuori una versione altrettanto bella, ma un po' più grezza, di Drew. Praticamente un gemello diverso, un altro modo per assaporare Drew.

Ehi, io sto dando per scontato che tutte sappiate chi è Drew!! Non lo sapete? Beh allora ve lo presento qui, qui e qui... 
Ma non possiamo attardarci a parlare di Drew, nonostante sia sempre un soggetto per così dire... piacevole... dobbiamo concentrarci su Stanton e Sofia.
Ecco Sofia nel corso del libro subisce una vera e propria involuzione: prima è una donna forte e indipendente (e anche discretamente sexy) e poi perde la testa per sto qui e si fa azzerbinare a manetta. Ma noi donne a volte siamo così -Sofia, hai tutta la mia comprensione - perdiamo la testa per gli uomini intelligenti, sexy, che ci stimolano intellettualmente e arriviamo a fare di tutto, persino andare contro ai nostri stessi principi.

Un'altra bella accoppiata di super eroi, questi protagonisti, che ne dite? Un po' mi spiace (ma allo stesso tempo il mio desiderio per il lieto fine ne gode) che i due si siano già innamorati, dichiarati e fidanzati. Non toglie un po' di pepe alla situazione? Non sarebbe stato più bello se si fossero cercati un altro po'? Cosa succederà nei prossimi libri? Non si metteranno anche loro a sposarsi e figliare come Drew e Kate, spero!! Perché Drew, lui sì, ha saputo rimanere se stesso nonostante le traversie familiari; Stanton sarà in grado di fare altrettanto? 
Mi sa che, nonostante copertina, bollino e titolo, vorrò scoprirlo ed io, Stanton e Sofia ci faremo compagnia ancora per un po'!!!

The LR advice: si vede quando un libro funziona perché quando lo recensisci parli dei suoi personaggi chiamandoli per nome, perché hanno assunto un'identità nella tua testa, ormai hanno un ruolo, danno voce a qualcosa di tuo, qualche lato del tuo carattere grazie al quale ti puoi immedesimare in loro almeno un po'. Devo dire che ha proprio funzionato perché io Stanton e Sofia stasera andiamo a prendere l'aperitivo, vi unite a noi? ;)

 

20 marzo 2016

"Dimmi di sì" e "Tu mi cercherai" di Emma Chase


Dopo più di un anno ci sono ricascata. Le saghe esercitano un fascino irresistibile su di me, credo davvero di non essermene persa una, né tra i libri né tantomeno tra i film.
Quindi, ancora una volta, mi sono arresa alla Tangled Trilogy.

Di "trilogy" sinceramente non so bene cos'abbia, visto che ormai siamo arrivati a quota 5 libri. Ah giusto... per chi non lo sapesse, questa è la saga più difficile del mondo da ricordare, per via dei maledetti titoli scelti dalla casa editrice.
Per semplificare, inizierò la recensione con qualcosa che la farà sembrare più una mail di lavoro che un blog... un ELENCO PUNTATO!!!

  • Non cercarmi mai più: era l'inizio della storia tra Drew a Kate. Narrato dal punto di vista irriverente e mascolino di Drew, era quello che avevo definito troppo simile a "Finchè amore non ci separi", ricordate?
  • Io ti cercherò: è uno spin-off che parla della storia d'amore tra Delores e Mattew, rispettivamente i due migliori amici dei protagonisti. Raccontato per bocca di lui, ti fa un po' rimpiangere il linguaggio crudo e sboccato di Drew, insostituibile!
  • Dimmi di sì: è una novella che viene prima degli altri due libri, mannaggia non lo sapevo e l'ho letta praticamente alla fine. Il nostro Drew racconta come procede la storia con Kate e per fortuna non perde la propria identità, senza rincretinirsi come vorrebbe lo stereotipo del protagonista innamorato.
  • Cercami ancora: è il momento della crisi, quel punto della storia che si fa perché si deve, il banco di prova che cementa il rapporto tra i due. Il problema è che, oltre a essere una crisi telefonatissima, viene raccontata dal punto di vista di Kate, quindi addio al brio e all'ironia della parlata di Drew. Se volete rinfrescarvi la memoria, ecco la recensione che ne avevo fatto, impietosa.
  • Tu mio cercherai: dopo la crisi, il lieto fine: il matrimonio, per fortuna raccontato nuovamente con la sagacia e la lucidità di Drew. E ovviamente, non poteva andare tutto bene neanche qui no?

Ed ecco come si snoda la saga (ve l'avevo detto che non era mica più una trilogia) ed ogni volta che la racconto mi rendo conto di essere molto meno indulgente con lei di quanto si meriterebbe!! Anche rileggendo le mie recensioni precedenti, mi sono accorta di aver commentato con intransigenza i passaggi della storia troppo scontati, le voci narranti non abbastanza centrate, quando invece il piacere di leggere questi libri è stato molto molto più ampio di così!

Il bello delle saghe è che ti accompagnano a lungo, ti conducono in un mondo parallelo di ampio respiro, senza la paura che tutto il piacere svanisca nel giro di pochi giorni di lettura. Sono fedeli le saghe, educate, si invitano a casa e ti portano fiori e una bottiglia di vino perché sanno che resteranno per un po'. 

Ma non è solo l'aspetto della compagnia quello che mi è piaciuto di questa non-trilogia: è anche la scelta narrativa innovativa, a cui non ho reso abbastanza giustizia nella prima recensione, di affidare punto di vista e parola a Drew, un personaggio inedito e gustoso!
Drew è il vero protagonista dei libri, Kate è solo un accessorio, e riportare tutta l'attenzione tramite un gigantesco occhio di bue sull'uomo e il suo ego smisurato è davvero una rarità per libri di questo genere. Di solito siamo noi donne che ci vogliamo immedesimare nelle protagoniste, assolute eroine delle storie, che ci segniamo le frasi a mo' di citazioni da spenderci nel corso di una conversazione tra amiche; vedere invece una storia tutta raccontata dal punto di vista dell'uomo (e che personaggio!!) è un'esperienza di lettura davvero interessante.

Non dico che non ci siano stati altri 1000 libri rivolti a un target femminile ma raccontati dal punto di vista maschile, ma è la qualità del personaggio a rendere eccezionale questa scelta.
Lui è un vero str***o, un bastardo al 100%, un uomo che non ha paura di essere uomo, che ha tutto e che te lo fa pesare, quello sbagliato sentimentalmente parlando, ma giustissimo se si considera l'intelligenza, la sagacia, il senso del dovere, la competenza professionale, l'amore per la famiglia. Non so se sia l'uomo che tutte vorrebbero (o che vorrebbero solo per una notte) ma è quel tipo di protagonista bilanciato che non si trova spesso nei libri, i quali facilmente ricadono nello stereotipo.

Che dire del resto? Tutto è contorno attorno a questo carismatico personaggio. 
Kate, indecisa se essere dominata o dominante (non nell'intimità, se no staremmo parlando di Cinquanta sfumature di grigio e avremmo anche già potuto chiudere qui la recensione), ma mentalmente e nell'equilibrio del rapporto. Una donna abituata a comandare sul lavoro, una donna forte e indipendente, che con lui perde la testa e si lascia trascinare in una felice follia che solo certe storie sanno far provare.
Gli amici sono tutte facce di diversi tipi di rapporti umani: la coppia sposata che si deve ritrovare, la neo-coppia che costruisce una famiglia, la single alla ricerca di avventure... non importa veramente chi siano e come si chiamino, è importante come si rapportano con Drew che, anche in questo caso, prende il centro del palco e non lo molla più... per fortuna!

The LR advice: finalmente mi sento in pace con la coscienza, certa di aver reso un servigio decente a questa bella saga. So che approcciarsi a 5 libri è un po' più difficile di quando ne descrivo uno solo, ma se voleste fidarvi e lanciarvi nella scoperta dei meandri della mente di Drew sono certa che non ne rimarreste deluse!!

17 gennaio 2016

"Golden Girl" di Candace Bushnell


Partiamo dalle basi: per chi non lo sapesse, Candace Bushnell è la geniale creatrice di Sex and The City, quindi praticamente la creatrice della pietra miliare del genere romantico a cavallo fra gli anni '90 e gli anni '00, del termine di paragone di tutte le storie d'amore e d'amicizia che ci sono state, ci sono e ci saranno.
Non so se ho reso l'idea dell'immensità di questa autrice!

"Golden Girl" è uno dei tentativi di dire "Ehi, non ricordatemi solo per Sex and The City, so scrivere anche di tante altre cose!!": l'impresa è quantomai difficile, no? E' come per la divina J. K. Rowling, per quanto sia una scrittrice eccellente e un'abile tessitrice di trame narrative, sarà sempre Harry Potter quello per cui la gente la fermerà per strada alla ricerca di autografi.

E "Golden Girl" è proprio questo, un meta-libro, un libro nel libro in cui la protagonista fa la scrittrice e vuole disperatamente liberarsi del peso del suo personaggio più famoso, la creazione che l'ha portata al successo, la sua "Carrie".. che in questo caso si chiama "Monica".
Detta così -che è un po' come viene descritta in quarta di copertina- la trama sembrerebbe semplice ma... ehi, stiamo parlando di Candace! Preparatevi a qualcosa tutt'altro che scontato! 

Iniziamo dalla/e protagonista/e: si tratta dell'autrice che ho qui sopra nominato, tale Pandy, un'estrosa scrittrice il cui carattere è talmente volubile, frivolo, eccentrico che si fa fatica ad inquadrarla nel classico stereotipo della scrittrice di libri (e si fa fatica anche ad immaginarla e a darle un volto); e un'attrice, tale SondraBeth, una ex-modella bellissima e contorta arrivata alle luci della ribalta grazie al ruolo di protagonista dei film ispirati a "Monica", talmente particolare che anche lei si fa fatica ad inquadrarla nel classico stereotipo da starlette hollywoodiana.

Ed eccolo qui, condensato in 5 righe uno dei problemi maggiori del libro: la difficoltà dei personaggi, la loro complessità che rende impossibile afferrarne i tratti, prevederne le mosse. Non si sta parlando di profondità psicologica, ma di eccentricità a un livello tale da renderli quasi del tutto inverosimili. 

Il secondo problema del libro è un mix di lunghezza e di densità: il libro non è eccessivamente lungo in termini di pagine, ma in ogni singola pagina sono condensati una quantità di avvenimenti da perderne il conto. Immaginatevi di vedere Il Signore degli Anelli 1-2-3 tutti in 2 ore e mezza, c'è da impazzire. Quindi si fa un po' fatica a stare dietro al turbinio di avvenimenti, alcuni anche davvero incredibili, che capitano a queste due protagoniste.

Da queste due pecche del libro sembrerebbe che non mi sia piaciuto, ma invece devo dire che la lettura é stata particolarmente accattivante: l'intensità del libro e la difficoltà ad inquadrare le protagoniste sono proprio i due elementi che fanno venir voglia di continuare a leggere e di "capirci qualcosa".
Certo, al termine della lettura molti dubbi rimangono ed il paragone con la linearità, il realismo e il fascino delle protagoniste di Sex and The City é inevitabile. Il punto é che come Pandy non riesce a liberarsi di Monica, molto probabilmente Candace non riuscirà mai a liberarsi delle "Ragazze" ed i tentativi di andare verso storie diverse la porteranno su territori che dovranno per forza essere fuori dai canoni per potersi definire davvero inesplorati.

The LR advice: non voglio fermarmi qui con Candace, ma anzi questo libro difficile ed eccentrico mi ha incuriosita e fatto venir voglia di leggere anche "Lipstick Jungle" che ha dato il via all'omonima serie. É questa comunque la magia delle grandi scrittrici, di coloro che sanno inventare storie: che ti convincano al 100% o no, non vorresti mai smettere di leggere!

10 gennaio 2016

"Sei bella come sei" di Clio Zammatteo


Favola o realtà? Ero arrivata circa a metà libro quando ho iniziato a chiedermi se questa fosse la vera storia di Clio e del suo approdo a New York o no. Ho consultato il blog e riletto con attenzione il post di presentazione del libro e no, non è la vera vera vera storia di Clio, naturalmente è un po' romanzata... peccato!
Clio è così adorabile che vorresti che la sua storia fosse come quella di una principessa, di un film hollywoodiano, di una fiaba a lieto fine. Probabilmente non è stato così: il suo arrivo a NY sarà stato per davvero costellato di difficoltà, pianti, colpi di testa, sfide, novità e vedendo la sua storia da fuori in molti avranno potuto non sapere come sarebbe andata a finire. 
Ma il libro è tutt'altra cosa!! Pur tra le stesse difficoltà, pianti, colpi di testa, sfide e novità, mentre lo si legge si ha l'insondabile e immancabile certezza che alla fine andrà tutto bene, che tutto si risolverà per il meglio, che trionferanno l'amore, il successo, la felicità.

Hai fatto bene Clio a romanzare un po' la tua avventura, era proprio quello che volevamo leggere noi che ti seguiamo da sempre, noi che veramente ti vediamo come una di famiglia e ti auguriamo ogni bene!
Ti ho scoperta tanti anni fa, quando di video ne avevi fatti si e no 10 e mi sono innamorata della tua bravura, dei tuoi occhi verdi, della tua parlata veneta che mi ricorda tanto quella delle mie parti. La tua storia non sarà magari stata sempre una favola, ma è così che la vediamo noi :)

E così, a cavallo tra leggerezza, sogno e realtà, il primo romanzo di Clio è dolce come una carezza nella sua leggerezza, freschezza e -sì, ok- anche nella sua semplicità.
Ma io non denigro la semplicità, anzi! La cerco, "la venero, e se non la venero non la celebro!" (chissà chi capirà questa citazione!!!).

Uscivo proprio poche ore prima dalla lettura di un altro libro che, per mille e un motivo e con mio grandissimo rammarico, ho detestato talmente tanto che ho deciso di non recensire nemmeno, e "Sei bella come sei" è stata proprio una boccata d'ossigeno!

Tante volte Clio nel suo blog ci ha tenuto a precisare che è stato solo grazie agli anni, all'amore di Claudio, all'apprezzamento delle sue fan che lei stessa ha iniziato ad amarsi e ad acquisire fiducia nelle proprie capacità: posso immaginare una Clio degli inizi, impacciata, spaventata e anche un po' confusa... ma la protagonista del libro ha anche un bel caratterino! Hey Clio, qui sì che ti riconosco, non saresti arrivata dove sei ora se non avessi avuto un pizzico di grinta e tanto coraggio!

Ma torniamo al libro: al fianco di Clio si erge mitica la figura di Claudio (che nella realtà come tutti sapete è suo marito e il suo "BIG"... altra citazione, ma visto che siamo a NY come potevo esimermi?). E' proprio il suo grande amore ed è bellissimo come lei lo abbia fatto diventare co-protagonista della propria storia! Ora, non sapendo quanto ci sia di vero e quanto di romanzato, è davvero encomiabile che lei abbia scelto di dividere la scena del romanzo con colui che, in effetti, ha diviso con lei la scena della propria vita.

Come già avevo detto recensendo il romanzo di Selvaggia Lucarelli, "Quanto coraggio quello di una blogger, esporre la propria vita così tanto che poi sembra che gli altri ti conoscano": beh in realtà il bello è che Clio, noi che la amiamo, un po' possiamo dire di conoscerla, ed è per questo che apprezzo così tanto il suo sforzo di mettere in libro una vita che già sapeva di romanzo!

Dopo questo accorato susseguirsi di complimenti però una pecca dovevo pur trovarla. A dire il vero non mi devo sforzare, è lì, lampante agli occhi di tutti. Per quanto il make up sia parte importantissima della vita di Clio, nel libro risulta il grande assente. Non una descrizione precisa di una lezione, di un compito, di un esame... la domanda è se questa assenza sia voluta, magari per far diventare il make up il co-protagonista del prossimo romanzo!!!

In ogni caso, pecca a parte, è davvero un bel romanzo Clio, complimenti!

The LR advice: le mie lettrici mi scuseranno per questa "lettera aperta" a Clio, ma potete capire che era un'occasione irripetibile!! Condenso in queste poche ultime righe il mio giudizio positivo sul libro, una fiaba moderna arricchita da un "vedo non vedo", una realtà non realtà che vi lascerà sempre a chiedervi "ma questo è successo per davvero?". Da leggere!

23 dicembre 2015

"Se mi vuoi bene" di Fausto Brizzi


Ci ho messo 249 pagine a capire se questo libro mi piacesse o no. Con andamento oscillatorio l’ho apprezzato e rifiutato per più di 10 giorni, che per leggere un libricino di dimensioni così modeste sono uno sproposito di tempo.
Il fatto è che io -che purtroppo notoriamente non ho fatto della perspicacia un mio punto di forza- ci ho messo un po’ a capire se la somiglianza con il libro precedente “Cento giorni di felicità” fosse frutto di volontà o di mera imitazione.
Ve lo dico subito: si tratta di volontà.

I due libri arrivano persino ad intrecciarsi e lì si velano gli intenti di Fausto Brizzi, così capace di fare sequel perfetti, come sappiamo dai tanti film di cui è stato regista e sceneggiatore.
Intendiamoci, fare i sequel non è mica un gioco da ragazzi (argomento quanto mai attuale proprio in questi giorni dell’uscita di Star Wars). E come si fa a fare un sequel quando il tuo protagonista è morto? Semplice, ne inventi un altro!

Ecco perché i due libri arrivano a somigliarsi così tanto ed ecco perché i due protagonisti rivelano gli stessi intenti… Lucio Battistini rivive attraverso Diego, attraverso il Negozio di Chiacchiere e attraverso una “missione”, un ultimo disperato tentativo di riscatto nei confronti dei propri cari.
Nel caso di Diego il riscatto arriva come terapia anti-depressiva, anche se a dire il vero la depressione in questo libro pur essendone il fulcro mi sembra niente più di un pretesto.
La parte interessante del libro infatti è la seconda, quella in cui dalla radiocronaca “Depressione minuto per minuto” si passa alle “Missioni di salvataggio”… che culminano tutte in fragorosi insuccessi.
Bella la frase “Smetti di pilotare la vita degli altri e inizia a vivere la tua”: è un po’ il nodo del libro. Per quanto il protagonista si sforzi, gli eventi sono imprevedibili e altrettanto gli esiti delle sue azioni. Il lieto fine rocambolescamente arriva comunque (per fortuna) e in questa corsa verso la felicità il protagonista diventa sempre più piccolo, nascosto dalla sua stessa inettitudine.

Ma dimenticatevi il protagonista, il messaggio del libro è uno solo: non limitarti a voler bene, passa al fare del bene a chi ami.
Brizzi ci vuole stimolare con una domanda diretta, come faceva in “Cento giorni di felicità”: e voi, quand’è l’ultima volta che avete fatto del bene a qualcuno dei vostri cari? Del bene vero, non un favore, una sovvenzione economica, una parola. Quand’è che ci siete veramente stati per loro?

Sinceramente trovo la domanda un po’ meno provocatoria di quella del libro precedente (“Cosa fareste se aveste anche voi solo 100 giorni di vita?”), sarà perché non concepisco i rapporti di amore e amicizia senza darsi, senza fare veramente qualcosa per chi si ha di fronte, senza esserci giorno per giorno. Ma forse per qualcuno diverso, anche questa provocazione può fare presa affinché l’egocentrismo lasci il passo all’altruismo, alla dedizione, al rispetto: in altre parole, alla parola con cui termina il libro stesso. L’Amore.


The LR advice: E così, convinta dal libro solo al 50% (o forse sto ancora cercando di convincermi), vi invito a leggerne… un altro.  Avanti con “Cento giorni di felicità”, su questo devo ancora rifletterci un po’… 

29 novembre 2015

"Come inciampare nel principe azzurro" di Anna Premoli


Da Anna sai sempre cosa aspettarti e non ti delude praticamente mai!
Già l'incipit vi ha fatto capire che sono rimasta soddisfatta da questo libro? Bene, era proprio questo l'intento!

Anna Premoli ha ormai una sua firma che compare in tutti i suoi libri, un plot narrativo ricorrente in cui si è specializzata, quello dei rapporti tra due colleghi in ambito finanziario o legale che prima si odiano fermamente e poi si innamorano.
Voi direte: e che gusto c'è a leggere un libro che sai già come finisce? Ma è proprio questo il bello! Un finale telefonatissimo non ti farà preoccupare di cosa succederà, nel suo essere rassicurante ti permetterà di goderti molto di più i dettagli della relazione tra i protagonisti e le loro reciproche evoluzioni sentimentali.
Insomma, amate gli happy end ma non amate le sorprese? Questo libro è assolutamente perfetto per voi!

Considerate comunque che qualcosa di strano c'è, non tutto è scontato: sono almeno 3 gli aspetti che rendono questo libro particolare:

1. Prima di tutto il SETTING. Ehi, questa sì che è una novità: è ambientato in Corea!!! Pazzesco! Non avevo mai letto un libro di questo genere che non fosse ambientato a New York, Londra o auqlche altra metropoli del genere. Anche Seoul è una mega metropoli, però è un setting davvero inaspettato che mette un po' a disagio i protagonisti stessi e fa uscire il romanticismo cittadino dai binari della comfort zone. Bello, ora sono quasi curiosa di andare in Corea anche io!!

2. La PROTAGONISTA FEMMINILE. Questa è strana forte, un personaggio davvero particolare. Iniziamo col dire che è londinese ed è descritta come bionda, con occhi verdi e alta 1.80, ma... non so... sarà per il carattere che ha, per la simpatia sguaiata, la goffaggine, la pigrizia, la sagacia... vi assicuro che non ve la immaginerete stile Taylor Swift quanto invece come un'inglesotta un po' cicciotta, troppo alta, troppo appariscente, troppo... troppa! Questo la rende difficilmente inquadrabile nello stereotipo della bellissima che non sa di esserlo o in quello della bellissima ma scema o in quello della bellissima e basta. Una protagonista fuori dagli schemi.

Siccome in Corea pare che le donne siano tutte basse con i capelli neri lisci (o almeno nel libro le descrivono così), la nostra valchiria bionda inglese e formosa si distingue sempre, ma sei sempre lì a chiederti se nel suo spiccare stia incutendo ammirazione o facendo una figuraccia. 
Maddison è davvero strana: svogliata a lavoro, pigra indefessa, la classica intelligente che non si applica, generalmente benvoluta da tutti, una party girl, ma anche timida e imparanoiatissima se si tratta di sessualità... un personaggio così distonico da quelli che si trovano di solito in questo genere di libri che è assolutamente impossibile immedesimarsi, ma nel complesso mi è piaciuta!

3. Il PROTAGONISTA MASCHILE. Ragazze, dimenticatevi Mr. Grey. Questo protagonista non è altrettanto bello, sexy e affascinante; ah, e non è nemmeno altrettanto ricco. Viene descritto come mezzo orientale, ma anche qui l'autrice l'ha reso non convenzionale: capelli lunghi (lunghi neri su un uomo??? OMG), sempre sempre sempre corrucciato, maniacalmente puntiglioso e decisamente troppo rigido. Sembra sempre sofferente, oltre che insofferente verso gli altri. Forse soffre perchè reprime ogni sorriso, ogni gioia e si trincera dietro una gelida facciata di sarcasmo.
Ecco, di sicuro non è quel tipo di uomo che vorremmo "sognare" mentre leggiamo libri come questi. Ma sapete quando diventa veramente interessante? Quando finalmente si lascia andare, quando dietro alla sua perfezione svela la passione, la padronanza della situazione si trasforma in padronanza fisica dell'intimità, il carattere volitivo in distillato di fascino e sensualità. E allora sì che un pensierino ce lo farete anche voi! 

E così la storia va, senza neanche troppe oscillazioni narrative, ma anzi con un realismo disarmante: la storia di due persone che staranno malissimo insieme, che probabilmente non c'entrano niente l'uno con l'altra, che si sa già che non durerà, ma che nonostante questo non riescono a farne meno, così magneticamente e fisicamente attratte come sono...
Ho i brividi, è così maledettamente vero...

The LR Advice: da leggere volentierissimo e mentre lo leggete vedrete che avrete una voglia matta di raccontarlo agli amici (scatenando i soliti sguardi di commiserazione quando direte come si intitola il libro). Ma sarà un bisogno impellente, perchè la storia vi entrerà davvero dentro e dovrete scaricare quel "brivido" di poco fa su chi vi circonda. Mi raccomando, non dimenticate anche "Ti prego lasciati odiare" e "Finchè amore non ci separi"!!!

9 novembre 2015

"Ti prego perdonami! di Melissa Hill


"Ohi ohi" recentemente è diventata la mia interiezione più frequente. La uso quando sono stanca, quando sono preoccupata, quando sono senza parole. Più che un "qui si mette male" è un "e adesso che si fa?" e insieme alla triade "santa polenta", "santa peppa", "porca trota", "ohi ohi" si merita di sicuro un posto sul podio del frasario da damigella per bene inizio '900.

Sperando di avervi chiarito cosa voglia dire "ohi ohi", ho deciso che "Ti prego perdonami" se ne merita uno. 
Lo spunto come sempre non era niente male, c'era l'amore, c'era il mistero, anzi ce ne erano più d'uno, ma le anime della storia non sono riuscite a ricondursi a unità.
Abbiamo il mistero del "cosa-diavolo-è-successo-in-Irlanda?", quello del "cosa-diavolo vogliono-dire-le-lettere?" e quello di "ma-da-dove-diavolo-spunta-questo-ex-marito?"
[come noterete, continua il frasario bon ton].

Per quanto gli spunti fossero interessanti, lo sviluppo era inconsistente. Era chiaro che alla base di ogni storia ci fosse il concetto del perdono negato da guadagnarsi in quanto unico modo per tornare felici, ma nessuna delle 3 aveva una vera ragion d'essere di questo perdono.
• Alex doveva perdonare Seth per un supposto tradimento, che poi si scopre non esserci stato, ma ciò non ha trattenuto Seth da starsene via per 1 anno chissà dove negando le carte per il divorzio. Quando si dice idee chiare.
• Greg doveva perdonare Leonie per avergli detto in faccia "Ehi bello, la tua ex ti ha tradito, tua figlia non è tua figlia, comprende??"
• Helena doveva perdonare Nathan per essere andato in Vietnam lasciandola a casa a fare corone di fiori da mettere nei loro cannoni. Una cosetta da niente.
Insomma, un po' dura costruire dei "perdoni" su questi episodi no? Andavano argomentati meglio, andava per lo meno costruito un pretesto più convincente.

Perdono a parte, l'altro grande tema del libro è quello della fuga. I personaggi sfuggono ai problemi e si danno alla macchia, sperando poi di essere perdonati anche per questo.
La fuga più interessante è quella di Leonie che dall'Irlanda se ne va a San Francisco!!! E che dovevi aspettare di litigare col moroso per traslocare in una delle città più belle del mondo?
Comunque, mentre lei si rifà una vita a San Fran, emergono a mo' di flashback i ricordi di Dublino, della storia con Greg, di quella pazza dell'ex moglie e della figlia viziata. Devo dire che questa parte è la meglio scritta del libro perché ha uno svolgimento, non è affrettata, è verosimile (fino a un certo punto) e coinvolgente. Anche il fatto che sia svelata poco a poco la rende più sfiziosa da scoprire pagina dopo pagina.

Il tema della fuga quindi vince 1 a 0 contro il tema del perdono.
Ma è una magra vittoria per un libro da cui mi aspettavo molto di più.

The LR advice: Melissa mi è sempre piaciuta, l'ho recensita più volte e volevo segnarvi qualche altro titolo a cui dedicarvi invece di questo. Ma rileggendo le recensioni mi sono accorta che è già da qualche tempo che non sono più soddisfatta dei suoi libri. Melissa che succede? Consiglio per lei: scrivi un altro libro e riprovaci! Consiglio per voi: lasciate perdere questo libro e provatene un altro! 


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